Learn English With Marcus Online

.

Lezione di Inglese in tutta Italia – whatsapp +39 342 571 0024

Parents are tracking their adult children for safety. But is it actually safer?

A new national poll from the University of Michigan Health C.S. Mott Children’s Hospital finds that about half of U.S. parents continue to use smartphone location tracking on their young adult children aged 18–25, most often driven by a desire for peace of mind and emergency safety reassurance. The survey of over 1,500 parents shows that tracking is typically kept on continuously in many families, and while nearly all tracked young adults are aware of it, fewer than half were given a true opt-out choice. Although most parents say the practice reduces their worry, roughly a quarter report that it can actually increase anxiety and lead to over-monitoring behaviors like checking on daily routines or questioning whereabouts. Experts interviewed alongside the poll warn that constant surveillance can blur the boundary between guidance and control, potentially undermining young adults’ independence and decision-making skills. The findings highlight a broader split among families over where privacy should begin in adulthood, with some viewing tracking as normal safety support and others seeing it as an invasion that may interfere with healthy autonomy.

Question: What do you think about tracking family and friends?

Un nuovo sondaggio nazionale condotto dall’Health C.S. Mott Children’s Hospital dell’Università del Michigan rivela che circa la metà dei genitori statunitensi continua a utilizzare la funzione di localizzazione dello smartphone sui propri figli giovani adulti di età compresa tra i 18 e i 25 anni, spinti soprattutto dal desiderio di tranquillità e dalla necessità di rassicurarsi in caso di emergenza. Il sondaggio, condotto su oltre 1.500 genitori, mostra che in molte famiglie la localizzazione è tipicamente attiva in modo continuativo e, sebbene quasi tutti i giovani adulti localizzati ne siano consapevoli, a meno della metà è stata data la possibilità di scegliere di non partecipare. Sebbene la maggior parte dei genitori affermi che questa pratica riduca le loro preoccupazioni, circa un quarto riferisce che in realtà può aumentare l’ansia e portare a comportamenti di controllo eccessivo, come verificare le routine quotidiane o chiedere dove si trovino. Gli esperti intervistati in occasione del sondaggio avvertono che la sorveglianza costante può offuscare il confine tra guida e controllo, minando potenzialmente l’indipendenza e le capacità decisionali dei giovani adulti. I risultati evidenziano una divisione più ampia tra le famiglie su dove debba iniziare la privacy nell’età adulta, con alcuni che considerano il tracciamento come un normale supporto alla sicurezza e altri che lo vedono come un’invasione che può interferire con una sana autonomia.

Domanda: Cosa ne pensi del tracciamento di familiari e amici?