Sophia Lee, a 20-year-old German-American traveler from Alaska, is on the verge of making history as she attempts to become the youngest person ever to visit every sovereign country in the world. Having already reached around 180 countries, she plans to complete the remaining destinations before her 21st birthday, surpassing the current Guinness World Record. Lee’s journey began with a passion for travel developed in childhood and expanded into solo adventures during her teenage years, eventually becoming a full-time mission supported by social media, brand partnerships, and careful budgeting. Her dual U.S. and German citizenship has helped simplify visa requirements, but she has still faced numerous obstacles, including political unrest, difficult border crossings, flight cancellations, language barriers, and visits to countries with limited tourism such as Sudan, Iran, and Afghanistan. Beyond simply collecting passport stamps, Lee says her goal is to encourage young people—particularly women—to step outside their comfort zones, challenge stereotypes, and appreciate the diversity of cultures around the world. Although some critics argue that spending only a short time in each destination cannot provide a deep understanding of a country, Lee acknowledges that meaningful travel is not measured solely by the length of a visit. She hopes her record attempt will inspire others to pursue ambitious dreams while demonstrating that determination, adaptability, and curiosity can open doors to experiences that many people believe are impossible.
Question: Is this adventurous and inspiring or dangerous? Would you like to do something like this?
Sophia Lee, una viaggiatrice tedesco-americana di 20 anni originaria dell’Alaska, sta per scrivere una pagina di storia nel tentativo di diventare la persona più giovane di sempre ad aver visitato tutti i paesi sovrani del mondo. Avendo già visitato circa 180 paesi, intende completare le destinazioni rimanenti prima del suo ventunesimo compleanno, superando l’attuale record mondiale Guinness. Il viaggio di Lee è iniziato con una passione per i viaggi sviluppatasi durante l’infanzia e si è trasformato in avventure in solitaria durante l’adolescenza, fino a diventare una missione a tempo pieno sostenuta dai social media, da collaborazioni con marchi e da un’attenta gestione del budget. La sua doppia cittadinanza, statunitense e tedesca, ha contribuito a semplificare i requisiti per i visti, ma ha comunque dovuto affrontare numerosi ostacoli, tra cui disordini politici, attraversamenti di frontiera difficili, cancellazioni di voli, barriere linguistiche e visite in paesi con un turismo limitato come il Sudan, l’Iran e l’Afghanistan. Al di là del semplice collezionare timbri sul passaporto, Lee afferma che il suo obiettivo è incoraggiare i giovani – in particolare le donne – a uscire dalla propria zona di comfort, sfidare gli stereotipi e apprezzare la diversità delle culture in tutto il mondo. Sebbene alcuni critici sostengano che trascorrere solo un breve periodo in ciascuna destinazione non possa fornire una comprensione profonda di un paese, Lee riconosce che un viaggio significativo non si misura esclusivamente in base alla durata della visita. Spera che il suo tentativo di record possa ispirare gli altri a perseguire sogni ambiziosi, dimostrando al contempo che la determinazione, la capacità di adattamento e la curiosità possono aprire le porte a esperienze che molti ritengono impossibili.
Domanda: È un’impresa avventurosa e stimolante o pericolosa? Ti piacerebbe fare qualcosa del genere?
