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I 10 errori più comuni che fanno gli italiani quando parlano inglese

I 10 errori più comuni che fanno gli italiani quando parlano inglese

Let’s be honest.

Gli italiani studiano inglese per anni.

Scuola. Università. Corsi. App. YouTube. Netflix. Grammatica. Verbi irregolari.

E poi arriva il momento di parlare con un americano o con un inglese e…

Panico.

La frase che avevi perfettamente chiara in testa cinque secondi prima è improvvisamente sparita.

E quando finalmente parli, esce qualcosa tipo:

“I am agree.”

Se ti è capitato, tranquillo.

Non sei l’unico.

Dopo più di 15 anni passati a insegnare inglese, ho sentito praticamente tutto.

E molti degli errori che fanno gli italiani quando parlano inglese sono sempre gli stessi.

La buona notizia è che sono anche abbastanza facili da correggere.

Quindi vediamo i 10 più comuni.


1. “I am agree” ❌

Questo è un classico.

E capisco perfettamente perché succede.

In italiano dici:

“Sono d’accordo.”

Quindi il cervello fa:

Sono = I am
d’accordo = agree

Problema risolto.

Tranne che no.

In inglese dici:

“I agree.”

Non serve am.

“I agree with you.”

“I don’t agree.”

“I completely agree.”

Semplice.

E se hai detto “I am agree” per gli ultimi dieci anni, non preoccuparti. Nessuno verrà a toglierti la patente.

Ma da oggi puoi smettere.


2. “I have 40 years” ❌

Questo è un altro errore che sento continuamente.

In italiano:

“Ho 40 anni.”

In inglese non diciamo “I have 40 years.”

Diciamo:

“I am 40 years old.”

Oppure, più semplicemente:

“I’m 40.”

Perché?

Perché in inglese l’età si esprime usando to be, non to have.

Quindi:

I am 20.
I am 30.
I am 40.
I am 50.

Non:

I have 50.

A meno che tu non stia parlando di 50 euro.

In quel caso, sì.

“I have €50.”


3. “I make a photo” ❌

Questa è interessante perché in italiano diciamo:

“Fare una foto.”

Quindi sembra logico dire:

“I make a photo.”

Ma in inglese diciamo:

“I take a photo.”

Per esempio:

“Can you take a photo of us?”

Oppure:

“I took a lot of photos in Rome.”

Take, non make.

E questo è un ottimo esempio di una cosa che dico spesso ai miei studenti:

Non puoi sempre tradurre una frase italiana parola per parola e aspettarti che l’inglese collabori.

L’inglese non è sempre così educato.


4. “Yesterday I have gone…” ❌

Qui entriamo nel territorio della grammatica.

E prima che tu smetta di leggere pensando “Oh no, grammatica…”, tranquillo.

Facciamola semplice.

Se parli di qualcosa che è successo ieri, normalmente usi il past simple:

“I went there yesterday.”

Non:

“I have gone there yesterday.”

Lo stesso vale per:

last week
last year
two days ago
in 2024

Se il momento è chiaramente finito ed è specificato, il past simple è normalmente quello che ti serve.

“I saw John yesterday.”

“We went to London last year.”

“She called me two hours ago.”

Non devi trasformare ogni frase in una tesi di grammatica.

A volte basta ricordarsi:

ieri = passato.


5. “People is…” ❌

Questa è piccola, ma la sento spesso.

People è un sostantivo plurale.

Quindi:

“People are different.”

Non:

“People is different.”

Pensa a people come a persone.

“People are worried.”

“People don’t understand.”

“People like it.”

Se vuoi parlare di una singola persona, puoi usare:

person

“One person is waiting outside.”

Ma:

People are waiting outside.


6. “I’m boring” quando vuoi dire “mi annoio” ❌

Questa è una delle mie preferite.

Immagina di essere a una festa.

Qualcuno ti chiede:

“How are you?”

E tu rispondi:

“I’m boring.”

Complimenti.

Hai appena detto che sei tu a essere noioso.

Non che ti stai annoiando.

Se vuoi dire che ti stai annoiando, dici:

“I’m bored.”

La differenza è importante:

I’m bored.
→ Mi annoio / Sono annoiato.

I’m boring.
→ Sono noioso.

Quindi:

“This movie is boring.”

Il film è noioso.

“I’m bored.”

Mi sto annoiando.

È una piccola differenza, ma può cambiare completamente quello che stai dicendo.


7. Il famoso “TH”

Ah, il TH.

Il piccolo suono che ha causato più sofferenza agli italiani di quanta ne meriti.

In italiano non abbiamo gli stessi suoni TH dell’inglese, quindi è normale avere qualche difficoltà.

Parole come:

think
three
thanks
this
that

possono essere complicate.

E qui molti italiani fanno una cosa molto comprensibile: sostituiscono il suono con qualcosa che conoscono già.

Il problema?

A volte il risultato suona parecchio diverso.

La soluzione non è passare tre ore davanti allo specchio cercando di capire se la tua lingua sta facendo quello che dovrebbe fare.

Serve semplicemente pratica.

Ascolta il suono.

Guardalo.

Prova.

Ripeti.

E soprattutto, usalo dentro frasi vere.

Perché dire “three” 50 volte da solo è una cosa.

Dire:

“I have three meetings today.”

è un’altra.


8. Tradurre le espressioni italiane parola per parola

Questo è probabilmente uno dei problemi più grandi.

L’italiano e l’inglese non funzionano sempre nello stesso modo.

Prendiamo:

“In bocca al lupo.”

Non puoi semplicemente tradurlo parola per parola e sperare che un americano capisca cosa stai facendo.

In inglese dici:

“Good luck!”

Oppure prendiamo:

“Ho fame.”

In italiano usiamo avere.

In inglese:

“I’m hungry.”

Non:

“I have hungry.”

E poi ci sono tutte quelle piccole espressioni che sembrano logiche in italiano ma diventano strane in inglese.

Per questo consiglio sempre ai miei studenti di imparare frasi e combinazioni di parole, non solo singole parole.

Non imparare solamente:

decision = decisione

Impara:

make a decision

Non imparare solamente:

mistake = errore

Impara:

make a mistake

In questo modo cominci a costruire l’inglese in modo più naturale.


9. Usare “actually” come “attualmente”

Questa è una trappola classica.

Actually non significa attualmente.

Actually significa più o meno:

in realtà / a dire il vero

Per esempio:

“Actually, I don’t agree.”

→ In realtà, non sono d’accordo.

Se vuoi dire attualmente, puoi usare:

currently

“I’m currently working in Florence.”

E qui capisco perfettamente l’errore.

Le due parole sembrano quasi gemelle.

Ma non lo sono.

Sono più tipo cugini che si vedono a Natale.

Quindi:

actually = in realtà

currently = attualmente


10. Cercare di parlare in un inglese troppo complicato

Questo, secondo me, è uno dei problemi più importanti.

Molti italiani pensano:

“Se voglio sembrare bravo in inglese, devo usare parole difficili.”

No.

Non necessariamente.

Anzi, a volte succede esattamente il contrario.

Se conosci una parola semplice che comunica perfettamente quello che vuoi dire, usala.

Non devi dire:

“I would like to ascertain whether it would be possible…”

se puoi semplicemente dire:

“Can we…?”

Non devi costruire una frase enorme per dire una cosa semplice.

L’inglese naturale è spesso molto più diretto di quanto gli italiani immaginino.

E soprattutto nel mondo del lavoro, la chiarezza batte la complessità.

Se una persona capisce immediatamente quello che vuoi dire, hai fatto il tuo lavoro.

Non stai partecipando a un concorso per la frase più complicata della giornata.


Quindi, come migliori davvero?

Ecco la parte che probabilmente non vuoi sentirti dire.

Non esiste una scorciatoia magica.

Puoi scaricare un’altra app.

Puoi comprare un altro libro.

Puoi guardare altri 200 video su YouTube.

Puoi imparare altri 500 vocaboli.

Tutto utile.

Ma prima o poi devi fare la cosa che molti studenti evitano:

devi parlare.

E devi parlare anche quando non sei sicuro al 100% di quello che stai dicendo.

Fai errori.

Correggili.

Riprovaci.

Parla ancora.

È così che migliori.

E c’è un’altra cosa importante.

Non aspettare di sentirti sicuro prima di iniziare a parlare.

La sicurezza arriva dopo.

Prima viene la pratica.

Poi, piano piano, il cervello smette di tradurre tutto.

Le frasi arrivano più velocemente.

Cominci a pensare meno alla grammatica.

E un giorno ti accorgi che stai parlando inglese senza analizzare ogni singola parola.

Quello è il momento che stiamo cercando.


Vuoi migliorare il tuo inglese?

Sono Marcus Wells, insegnante di inglese madrelingua americano di Philadelphia. Insegno inglese da oltre 15 anni e aiuto studenti e professionisti italiani a migliorare il loro inglese nella vita reale.

Se vuoi migliorare il tuo inglese, contattami direttamente.

Possiamo parlare delle tue esigenze, del tuo livello e di quello su cui vuoi lavorare, e trovare insieme il modo migliore per migliorare.

Scrivimi e iniziamo.

E se hai fatto uno di questi errori per anni, tranquillo.

Adesso almeno sai di non essere l’unico. 😉

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