Meta is making a major push into AI agents with Muse, a new personal assistant designed to do things for people rather than simply answer questions like a traditional chatbot. Launched in September, Muse can browse the internet using its own virtual computer, access information and files that users give it permission to use, send emails, create documents, make travel plans, book reservations and handle other multi-step tasks. A CNN journalist tested it by asking Muse to organize a packing schedule for an upcoming move, email a friend about a future trip and then turn the friend’s recommendations into a polished Google document; it also successfully helped book a date-night reservation. Muse has already become extremely popular, reaching more than 2.5 million downloads shortly after launch and becoming one of the most popular free apps in Apple’s App Store. However, the testing also revealed some important limitations: Muse sometimes provided restaurant recommendations for businesses that had closed years earlier, and many websites do not want AI agents automatically browsing or interacting with them. The bigger issue may be privacy, because for Muse to become genuinely useful, users need to give it access to things such as email, contacts, files and potentially payment systems. Meta says Muse is designed with security controls and asks for approval before sensitive actions such as sending emails or making purchases, but users still have to decide how much of their personal lives they are comfortable handing over to an AI. Meta is also building Muse into a much larger hardware strategy, with the company introducing new AI-powered glasses and a small keychain-sized device called Muse Charm that will allow people to interact with their personal AI without using a phone or computer. The broader idea is that AI assistants could eventually become something like digital employees that remember your preferences, understand your goals and take care of everyday tasks in the background, marking a significant shift from today’s chatbots, which mainly wait for users to ask questions and then provide answers.
Question: What is the most elaborate thing you have asked AI to do for you until now?
Meta sta compiendo un importante passo avanti nel campo degli agenti di intelligenza artificiale con Muse, un nuovo assistente personale progettato per svolgere attività per conto degli utenti anziché limitarsi a rispondere alle domande come un chatbot tradizionale. Lanciato a settembre, Muse è in grado di navigare in Internet utilizzando il proprio computer virtuale, accedere a informazioni e file per i quali gli utenti gli hanno concesso l’autorizzazione, inviare e-mail, creare documenti, organizzare viaggi, effettuare prenotazioni e gestire altre attività articolate in più fasi. Un giornalista della CNN l’ha testato chiedendo a Muse di organizzare un programma di imballaggio per un imminente trasloco, di inviare un’e-mail a un amico riguardo a un viaggio futuro e poi di trasformare i consigli dell’amico in un documento Google ben strutturato; inoltre, ha aiutato con successo a prenotare una cena romantica. Muse è già diventata estremamente popolare, raggiungendo oltre 2,5 milioni di download poco dopo il lancio e diventando una delle app gratuite più popolari nell’App Store di Apple. Tuttavia, i test hanno anche rivelato alcune importanti limitazioni: a volte Muse forniva consigli su ristoranti che avevano chiuso anni prima, e molti siti web non vogliono che gli agenti di intelligenza artificiale li navighino o interagiscano con essi automaticamente. Il problema più grave potrebbe essere la privacy, poiché affinché Muse diventi davvero utile, gli utenti devono consentirle l’accesso a elementi quali e-mail, contatti, file e, potenzialmente, sistemi di pagamento. Meta afferma che Muse è progettato con controlli di sicurezza e richiede l’approvazione prima di compiere azioni sensibili come l’invio di e-mail o l’effettuazione di acquisti, ma gli utenti devono comunque decidere quale parte della propria vita privata sono disposti a affidare a un’IA. Meta sta inoltre integrando Muse in una strategia hardware molto più ampia, con l’introduzione di nuovi occhiali basati sull’IA e di un piccolo dispositivo delle dimensioni di un portachiavi chiamato Muse Charm, che consentirà alle persone di interagire con la propria IA personale senza utilizzare un telefono o un computer. L’idea di fondo è che gli assistenti basati sull’intelligenza artificiale potrebbero, alla fine, diventare una sorta di “dipendenti digitali” in grado di ricordare le preferenze dell’utente, comprenderne gli obiettivi e occuparsi delle attività quotidiane in background, segnando un cambiamento significativo rispetto agli attuali chatbot, che si limitano principalmente ad attendere che gli utenti pongano domande per poi fornire le risposte.
Domanda: Qual è la cosa più complessa che hai chiesto finora a un’intelligenza artificiale di fare per te?
Domanda: Qual è la cosa più complessa che hai chiesto finora a un’intelligenza artificiale di fare per te?
