Software developers were among the first professionals to embrace AI, but a surprising number are now trying to avoid it, according to a new Stack Overflow survey of about 30,000 developers in 169 countries. Around 65% of respondents use AI coding assistants or agents, yet roughly six in 10 tech workers say they try to avoid using AI, revealing a complicated relationship with the technology that is rapidly changing their industry. Software engineer Laura Housh is one example: she started using AI in 2024 but now says she has a “love-hate” relationship with it because, although it can provide ideas or act as a second pair of eyes, it often lacks the context needed to understand complicated real-world projects. Other experienced programmers have similar concerns, particularly because AI-generated code can leave developers less connected to how a solution actually works. There is also a growing sense of pressure to constantly learn new AI tools simply to avoid falling behind. Stack Overflow found that only 22.3% of developers described themselves as happy with their jobs, while nearly one-third were unhappy, with burnout, technology fatigue, economic uncertainty and unclear career progression among the biggest problems. AI appears to be intensifying those anxieties. Senior developers worry that years of carefully developed expertise may become less valuable, while younger developers face a higher expectation to perform like experienced programmers because AI can handle many basic tasks. The irony is that AI is supposed to make developers’ jobs easier, yet some workers say the constant pressure to use it has actually created more stress, more things to learn and less satisfaction. The story suggests that the future of programming may not be humans versus AI, but rather developers deciding when AI genuinely helps and when doing the work themselves is still the better option.
Question: What do you think that you can do better than AI?
Gli sviluppatori di software sono stati tra i primi professionisti ad abbracciare l’IA, ma secondo un nuovo sondaggio di Stack Overflow condotto su circa 30.000 sviluppatori in 169 paesi, un numero sorprendente di loro sta ora cercando di evitarla. Circa il 65% degli intervistati utilizza assistenti o agenti di programmazione basati sull’IA, eppure circa sei lavoratori del settore tecnologico su dieci affermano di cercare di evitare l’uso dell’IA, rivelando un rapporto complesso con la tecnologia che sta rapidamente trasformando il loro settore. L’ingegnere informatico Laura Housh ne è un esempio: ha iniziato a utilizzare l’IA nel 2024, ma ora afferma di avere con essa un rapporto di “amore-odio” perché, sebbene possa fornire spunti o fungere da secondo paio di occhi, spesso manca del contesto necessario per comprendere progetti complessi del mondo reale. Altri programmatori esperti nutrono preoccupazioni simili, in particolare perché il codice generato dall’IA può rendere gli sviluppatori meno consapevoli di come una soluzione funzioni effettivamente. C’è inoltre un crescente senso di pressione a dover apprendere costantemente nuovi strumenti di IA semplicemente per evitare di rimanere indietro. Stack Overflow ha rilevato che solo il 22,3% degli sviluppatori si è dichiarato soddisfatto del proprio lavoro, mentre quasi un terzo era insoddisfatto, indicando tra i problemi principali il burnout, la stanchezza da tecnologia, l’incertezza economica e una progressione di carriera poco chiara. L’IA sembra amplificare queste ansie. Gli sviluppatori più esperti temono che le competenze acquisite con cura nel corso degli anni possano perdere valore, mentre i più giovani devono far fronte a aspettative più elevate, essendo chiamati a lavorare come programmatori esperti proprio perché l’IA è in grado di gestire molte attività di base. L’ironia è che l’IA dovrebbe semplificare il lavoro degli sviluppatori, eppure alcuni lavoratori sostengono che la pressione costante a utilizzarla abbia in realtà generato più stress, più cose da imparare e meno soddisfazione. L’articolo suggerisce che il futuro della programmazione potrebbe non essere una contrapposizione tra esseri umani e IA, ma piuttosto una scelta da parte degli sviluppatori su quando l’IA sia davvero d’aiuto e quando invece sia ancora preferibile svolgere il lavoro autonomamente.
Domanda: Cosa pensi di poter fare meglio dell’IA?
Los desarrolladores de software fueron de los primeros profesionales en adoptar la IA, pero ahora un número sorprendente de ellos intenta evitarla, según una nueva encuesta de Stack Overflow realizada a unos 30 000 desarrolladores de 169 países. Alrededor del 65 % de los encuestados utiliza asistentes o agentes de programación basados en IA, pero aproximadamente seis de cada diez trabajadores del sector tecnológico afirman que intentan evitar el uso de la IA, lo que pone de manifiesto una relación complicada con la tecnología que está transformando rápidamente su sector. La ingeniera de software Laura Housh es un ejemplo: empezó a utilizar la IA en 2024, pero ahora afirma que mantiene una relación de «amor-odio» con ella porque, aunque puede aportar ideas o actuar como un segundo par de ojos, a menudo carece del contexto necesario para comprender proyectos complejos del mundo real. Otros programadores con experiencia comparten preocupaciones similares, sobre todo porque el código generado por la IA puede hacer que los desarrolladores pierdan el contacto con el funcionamiento real de una solución. También existe una creciente sensación de presión por tener que aprender constantemente nuevas herramientas de IA simplemente para no quedarse atrás. Stack Overflow descubrió que solo el 22,3 % de los desarrolladores se describían a sí mismos como satisfechos con su trabajo, mientras que casi un tercio se mostraba insatisfecho, siendo el agotamiento, la fatiga tecnológica, la incertidumbre económica y la falta de claridad en la progresión profesional algunos de los principales problemas. La IA parece estar intensificando esas inquietudes. A los desarrolladores con más experiencia les preocupa que los conocimientos que han adquirido a lo largo de años de trabajo puedan perder valor, mientras que los más jóvenes se enfrentan a una mayor presión para rendir como programadores experimentados, ya que la IA puede encargarse de muchas tareas básicas. La ironía es que se supone que la IA debería facilitar el trabajo de los desarrolladores, pero algunos trabajadores afirman que la presión constante para utilizarla les ha generado, en realidad, más estrés, más cosas que aprender y menos satisfacción. El artículo sugiere que el futuro de la programación quizá no sea una lucha entre los humanos y la IA, sino más bien que los desarrolladores decidan cuándo la IA ayuda de verdad y cuándo sigue siendo mejor opción hacer el trabajo ellos mismos.
Pregunta: ¿Qué crees que puedes hacer mejor que la IA?
